Regali Graditi

Non c’è niente di più bello di arrivare in Associazione e trovare i doni dei ragazzi della Tommaso Silvestri – Magarotto scuola integrata bilingue per sordi e udenti e dei giovani amici della Casa delle Luci.
Vi voglio bene

 

 

 

 

Claudia Gerini legge un brano del Libro Mai Avrei Immaginato

“Mai avrei immaginato…”
Grazie alla mia cara amica Nicoletta Ercole, e alla cara Claudia Gerini per aver dato voce ad un brano del libro.

Buon Natale

È suonata la sveglia. Sono ancora addormentata, ma mi alzo in fretta. Oggi sarà una lunga giornata. I bambini dormono e cerco di non fare rumore. Giovanni è già uscito per recarsi in hotel. Non c’è festa che tenga. Il lavoro alberghiero non conosce festività. Ho bisogno di un caffè. Mi preparo la moka e assaporo quel caffè con calma. Guardo dalla finestra. Ancora è tutto fermo. Oggi è la Vigilia di Natale. Una vigilia degli anni ’70. Molti sono partiti per ritornare ai propri paesi di origine. Roma si spopola come agosto. Questo fa capire che di romani veri ne sono proprio pochi.
Incomincio a preparare il nostro pranzo della Vigilia. Ieri ho fatto la spesa cercando di non dimenticare nulla. La prima cosa che mi toccherà fare è lessare il cavolo bianco che mi servirà per l’insalata di rinforzo. Non c’è Natale napoletano che non abbia, sulla tavola addobbata a festa, la nostra insalata di rinforzo. Cerco di preparare i cibi che hanno bisogno di tempo e di riposare. Maria Luisa arriverà in tardo pomeriggio. Lei e Rosario lavorano, prima delle diciannove non saranno a Roma. I bambini sono svegli. Mi occupo di loro e gli preparo la colazione. Sono tutti eccitati sia per l’arrivo del cuginetto che per Babbo Natale. Il suo arrivo è previsto per la mezzanotte. Sono certa che non avranno sonno e rimarranno svegli nell’attesa dei regali. Come tutti gli anni trascorrerò quasi tutto il giorno in cucina. Ora tocca all’insalata russa. Anche questa è un classico delle nostre feste. Mi piace prepararla e fare dei piccoli ghirigori con la maionese, le olive e le fettine di uova sode. I bambini sono intorno al tavolo e guardano attenti tutto ciò che faccio. È sempre così quando preparo per giorni speciali. Nei giorni scorsi ho preparato la pastiera (noi la facciamo anche a Natale) e gli struffoli. All’arrivo degli zii è una festa per Barbara e Fabrizio. Finalmente lasciano la cucina e si spostano nella loro camera a giocare con il cuginetto.
Maria Luisa ha portato i broccoli di Natale che si producono solo in questo periodo. Sono dei broccoli particolarmente dolci e teneri. E le vongole veraci e i cefali, pesce che a Natale non può mancare. Ci sono anche i famosi dolci natalizi che si vendono a Napoli: roccocò, mustacciuoli, cassatine napoletane e susamielli. Il mio lavoro continua nel preparare le pietanze. Finalmente arriva il momento di mettersi a tavola per gustare tutto. I bambini, come al solito, mangiano poco di tutto. Sono già proiettati alla mezzanotte, quando dovranno aprire i pacchetti che, un Babbo Natale invisibile ha lasciato per loro.
E con quello sguardo felice e fra le mani i giochi richiesti, possono finalmente andare a dormire. Ed io? Continuo la mia giornata in cucina a lavare, asciugare, sistemare… domani sarà Natale e sarà un altro giorno di cucina…

Buon Natale a voi, care amiche mie e amici miei. Virtuali e non…

Gli zampognari

Gli zampognari arrivavano in città dai paesi rurali. Con la loro zampogna e ciaramella, inondavano le strade delle canzoni tipiche del Natale.
Da noi arrivavano per la novena dell’Immacolata. Nel lungo corridoio, che separava le stanze, veniva portata la statua dell’Immacolata di zia Maria. La ricordo ancora: di porcellana, con l’abito bianco e il velo azzurro, i piedi poggiati sul mappamondo e una corona di stelle. Era bellissima. Noi piccoli stavamo in silenzio mentre quel suono inondava le stanze. Era la zampogna che ci attraeva. Vedere quel piccolo uomo come riusciva a gestirla. Il suo viso si gonfiava come l’otre, le vene del collo quasi scoppiavano. Eppure, la musica che ascoltavamo era dolcissima. Tu scendi dalle stelle e altre musiche sacre. Pensare che, chi suonasse, erano spesso semplici contadini o pastori vestiti con i loro costumi tradizionali. Per la Novena di Natale, invece, ci spostavamo davanti al presepe. Un presepe che prendeva tutto un mobile lungo. Gli addetti al presepe erano zia Maria e zio Sandro. Un paesaggio stupendo con tutti i piccoli pastori, i vari mestieri rappresentati. Le montagne fatte di giornali ma coperti di muschio e ovatta La grotta dove era rappresentata la Natività. La Novena si ripeteva ogni giorno fino alla vigilia.
Oggi questo rito si è perso. Certo rimangono gli zampognari, che continuano ad arrivare in città e suonano per le strade, ma non è la stessa cosa. Mi accorgo sempre di più di come la nostra vita si sia impoverita di quelle tradizioni familiari. Le famiglie vivevano molti momenti in comune. I bambini apprezzavano tutto ed erano felici. Felici anche di ascoltare la musica di uomini semplici, che arrivavano in città con la loro zampogna e ciaramella.

Il saluto di un Carissimo amico

Miei cari amici,
il giorno 14 dicembre ci siamo incontrati per la presentazione del mio libro “Mai avrei immaginato…”. Luca Raffaelli e Pino De Stasio, hanno intrattenuto gli ospiti presenti, raccontando e leggendo brani tratti dal libro. Bravissimi nell’analizzare tutti i passaggi letti.
Durante la serata di presentazione è stato ascoltato un audio di un carissimo amico: Sigfrido Ranucci.
Oggi, ho la possibilità di fare ascoltare a tutti voi, la sua testimonianza. Il suo ricordo affettuoso di Fabrizio, e il suo coinvolgimento con il nostro piccolo (ma grande) giornale: Il Caleidoscopio. Il suo intervento è stato ascoltato con emozione e coinvolgimento, e terminato con un forte e sentito applauso.
Caro Sigfrido, sei stato il Direttore Responsabile del Caleidoscopio dopo Franco Poggianti, e prima che Fabrizio lo divenisse, grazie al supporto e all’insegnamento di voi grandi giornalisti. Ricordo Franco, quando ci presentò dicendoci: “Lui farà molta strada…”. Eri un cavallo di razza! Lo si vedeva già, anche se tu racconti degli inizi con molta modestia. Tutti i pregi, che hai raccontato di Fabrizio, erano anche i tuoi. Non ti ho mai visto distante dai problemi dei semplici, anzi, hai raccontato sempre la verità: quella scomoda, e continui ancora a farlo. Di tutto questo ne siamo orgogliosi. Vorrei ringraziarti ancora per la tua vicinanza, e la tua amicizia. Sicuramente ci vedremo presto e organizzeremo qualcosa insieme per ricordare il nostro Fabrizio.
Buon ascolto, cari amici.

Piccole Fans

Ed eccole le mie più piccole fans: Rachele e Greta con il libro “Mai avrei immaginato…” ma che belle che siete. Mai sponsor fu più bello…