Le Ferie

E così è giunto il giorno delle meritate ferie per tutti o quasi. Da domani la maggior parte degli italiani si troverà sulle strade delle vacanze con moglie e figli al seguito per raggiungere le località di mare (o montagna). Una località scelta con cura. Una scelta fatta specialmente nel periodo pasquale quando si approfitta del lunedì in Albis per scegliere una casa o un hotel. Quello che più risulta idoneo per trascorrere il periodo più importante dell’anno. Finalmente si parte. Si raccolgono gli attrezzi necessari per far giocare i bambini sulla spiaggia. Per chi sceglie la casa c’è da portare anche l’attrezzatura per poter cucinare, la biancheria per i letti, per il pranzo. Non possono mancare gli asciugamani tanti perché, specialmente i bambini, si sporcano continuamente. Ed ecco che, la macchina con cui spostarsi, diventa improvvisamente un piccolo furgoncino per i traslochi. Ma la fatica viene subito ricompensata dalla vista del mare (o della montagna). I piccoli sono quelli che gioiscono per primi, sapendo che quella sarà un’estate da ricordare. I bagni al mare. Le grida della mamma che se li perde. I rimproveri per la più piccola che non ne vuole sapere di tornare a riva per mangiare fare merenda sotto l’ombrellone. Il ritorno a casa per il pranzo e la mamma, sempre lì a correre trafelata, a far sì che tutto sia pronto. Cercare di farli riposare, dopo aver pranzato, per poter recuperare anche lei un attimo di tranquillità. C’è poi la passeggiata pomeridiana con il primo fresco del giorno. La passeggiata nel corso principale con i negozi pieni di cianfrusaglie: borse, cappelli e vestiti per il mare che fanno sembrare i piccoli negozi boutique di Via Montenapoleone di Milano.
La sera poi si va in pizzeria oppure si gusta un gelato passeggiando tanto i bambini sono contenti per tutto. Se fosse per loro starebbero sempre in riva al mare, per giocare con le onde che bagnano i piedi. Giocare con la sabbia cercando di costruire un ipotetico castello, che non regge l’urto di un adulto sbadato o di una piccola onda dispettosa che fa crollare tutto. I pianti si sprecano ma c’è la mamma, che cerca di consolare quel pianto irrefrenabile. Sembra come se, anziché crollare un castello di sabbia, fosse crollato il mondo intero.
I giorni trascorrono tutti uguali. Per la mamma cambia poco perché ciò che fa nella casa di città lo fa nella casetta al mare. Forse, però, c’è la consapevolezza di essere in “ferie”. A volte il rientro a casa diventa quasi una liberazione. Solo per i piccoli è una punizione troppo grande da subire: devono lasciare gli amichetti conosciuti in spiaggia, i giochi con l’acqua, le passeggiate e le serate al Luna Park (c’è ne sempre uno in ogni posto di mare o montagna, chissà perché). Si rientra e il trasloco è all’incontrario. Il furgoncino per il trasloco viene smontato di tutto e l’auto riprende le sue fattezze di sempre. In tutto questo. L’unica vera persona felice per il rientro a casa è lei: la mamma…

Questa era la villeggiatura di qualche anno fa. Quando nel mese di agosto le fabbriche si svuotavano come le città e tutti, ma proprio tutti, sfruttavano quel mese per riposarsi da un anno di lavoro.
Oggi sono cambiate tante cose. Si viaggia per una settimana massimo dieci giorni. Si preferisce l’hotel perché così si ha tutto compreso anche le bibite al bar (All Inclusive). E i bambini? Non hanno bisogno di essere controllati c’è l’animazione che ci pensa. La mamma può distendersi al sole e fare un bagno in tranquillità. Ma quando si rientra a casa l’unica vera persona che non è contenta è proprio la mamma.
A questo punto non resta che augurarci buone ferie, amiche mie virtuali e no