La giornata contro la violenza sulle donne…
Sabato 23 novembre si è tenuta la manifestazione a Roma “Non una di meno”. Mi sarebbe piaciuto esserci. Per i miei trascorsi da femminista ma, principalmente, per le mie idee. Purtroppo, non è stato possibile. In questo mio post vorrei che giungesse, a voi tutte, il mio pensiero. Diciamo che sarebbe opportuno arrivasse agli uomini. Ad alcuni uomini. Quelli che ancora sentono la donna come una proprietà.
La donna umiliata e offesa. La donna violentata. La donna massacrata non solo con le botte ma anche, e principalmente con le parole. La donna lasciata sola. La donna che non è padrona del suo corpo. La donna “madre” che non può decidere se esserlo oppure no.
Siamo tutte donne ma solo, e soltanto, quando lo decidono gli uomini. Non tutti però. Ecco, io vorrei parlare proprio a quelli. Non scendete in piazza solo un giorno all’anno. Non comprate fiori solo nei giorni consacrati. Non lasciatele piangere e ridere da sole. Sappiate essere loro vicino sempre. Per sostenerle nei momenti difficili e in quelli gioiosi. L’altra metà del cielo lo possa diventare davvero, e non solo per portarsela a letto. In quello sono buoni tutti. Aiutatela nel coronare i suoi sogni. Tutte le donne ne hanno.
La donna ha bisogno soltanto di avere accanto un compagno che divida con lei: problemi, felicità, dolore e amore. Un uomo che riesca a leggere nel suo cuore e che la sente come parte integrante della sua vita.
La nebbia a gl’irti colli
La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mare.
Già, quel mare tanto amato e tanto temuto. Il mio mare che porto nel cuore. Il mio mare che amo guardare, Osservare i movimenti di quelle piccole onde che si infrangono sugli scogli. E penso…
La mia mente è sempre in movimento. I pensieri e i ricordi non mi lasciano mai. A volte mi piacerebbe poter spegnere la mia mente e riposare.
Pensieri, ricordi… ma poi tutto scompare: il mare, il porto, le navi, le case. Tutto ovattato. Una mano ha steso un mare di nuvole dal cielo e tutto è scomparso. La mente riposa. Il pensiero è silenzioso. Il cuore si placa. Il tempo scorre. Lentamente tutto passa. La vita continua.
La vita va…
Finalmente oggi è arrivato il tuo atteso libro
Oggi condivido con voi questo messaggio inviatomi da una mia cara amica, Teresa. Lo inserisco così, come mi è stato inviato per WhatsApp, man mano che la lettura andava avanti. Le sue riflessioni mi hanno emozionata non poco. Ho letto, fra le sue righe, il raggiungimento del mio scopo: l’aver trasmesso a voi che mi seguite il vero senso del messaggio celato in quelle pagine. Teresa continuerà a scrivermi man mano che le verranno in mente delle ulteriori riflessioni. E io sarò qui a condividerle con voi.
Grazie ancora Teresa
Buongiorno Wanda, finalmente oggi, è arrivato il tuo atteso libro, prenotato da subito! Sono un po’ emozionata! È la prima volta che leggo un libro di una persona che, anche se per breve tempo, ha fatto parte della mia vita! Buona domenica e spero a prestissimo!
Cara Wanda, il tuo libro mi confonde e mi emoziona. Al momento ho letto solo cento pagine e le parole si fondono con le immagini. Più’ vado avanti e più il libro scompare. Mi sembra di averti accanto! Tu sei seduta con me e mi riveli le tue emozioni, il tuo amore, mi racconti la tua esistenza in un modo tale, da farla vivere anche a me. Poco conta il fatto che io ti conosca, perché la conoscenza che ho di te, risale a troppo tempo fa, quando anch’io distratta dalla giovane età, non coglievo l’essenza della vita e tantomeno il sentire delle persone che mi circondavano. Io ti vedo e ti sento dentro. Non vedo l’ora di ritornare all’ascolto di ciò che mi dirai ancora. Questo libro ha un filo emotivo che non si può interrompere, bisogna leggerlo tutto di un fiato!!! Inoltre, è uno strumento potente per riflettere sulle fragilità della propria esistenza. Un invito a liberarla da tante cose futili ed inutili di cui troppo spesso viviamo Grazie! Grazie! Grazie!
…e ancora, in questo scritto non c’è differenza tra passato e presente È un “unicum” che unisce i vari pezzi di una “vita sola”. Nel senso che, non c’è separazione tra la descrizione della tua vita da giovane ragazza da quella che racconti da donna, moglie, madre, amica. Sono entrambe pervase dallo stesso entusiasmo, nonostante i dispiaceri e le cose meno belle che comunque ci sono nella vita di ognuno!
Hai avuto la capacità di trasformare il dolore in una cosa bella: “Tu vivi ancora più di prima, con Giovanni, Francesco, Barbara e Fabrizio. Mi sembra come se ora fossero molto più di prima, vicini a te. Anche loro, sempre grazie al tuo racconto, li percepisco tutti, in un solo abbraccio!
Non avrei mai immaginato che ognuno di noi potesse avere la “sua amica geniale” Tu sei, L’ AMICA GENIALE!!!”
…mi sono piacevolmente ritrovata nei tuoi racconti di fanciulla e di adolescente. All’epoca le realtà familiari erano tutte eguali, così come tu le hai descritte e grazie a te, mi sono vista di nuovo bambina e poi adolescente nella mia famiglia. La sensazione forte nel leggere questo libro, è che le persone e i fatti raccontati, non sono inanimati, ma sono vivi. Li vedi! E non solo! Ti rivedi, calandoti anche tu, in una realtà che ti è familiare!
Leggendo il tuo libro, ho fatto un viaggio stupendo, ricco di amore, gioia, entusiasmo, ricordi, alcuni dei quali, anche se in minima parte, appartengono anche a me, di dolore E ciò che mi ha più colpito è la capacità che hai avuto di trasformare “il dolore” in un dono. Un dono da regalare agli altri, ma anche un dono per te stessa, un dono, che riempisse la tua vita perché Giovanni ed i tuoi figli sono dentro quel dono e nessuno mai li potrà cancellare. Nel leggerti, ho scoperto che forse un dolore di tale intensità, quello che ti distrugge ti annienta io non l’ho conosciuto! Grazie, perché questo libro invita a prendere contatto con noi stessi, con la nostra vera essenza! Come siamo distratti dalle cose inutili!
Teresa M.
La Fiera del Libro di Roma “Più Libri più liberi: Un Appuntamento Imperdibile per gli Amanti della Lettura
Dal 4 all’8 dicembre, la suggestiva Nuvola di Fuksas a Roma sarà il cuore pulsante della letteratura con la Fiera del Libro di Roma “Più Libri Più Liberi”, uno degli eventi più attesi dagli appassionati di libri. Tra i tanti titoli in esposizione, sono felice di annunciare la presenza del mio libro, “Mai avrei immaginato” edito Gruppo Albatros il Filo, che potrete scoprire durante questa straordinaria manifestazione.
Un Libro che Racconta un Viaggio Profondo
“Mai avrei immaginato” è un’opera che esplora emozioni, sorprese e riflessioni che possono cambiare il nostro modo di vedere la vita. Spero che i lettori possano trovare nel mio libro una connessione speciale e un messaggio che li accompagna.
Mi auguro che il libro possa comunque arrivare al cuore di chi lo sceglierà. Vi invito a visitare la fiera, immergervi nell’atmosfera unica della Nuvola di Fuksas e lasciarvi ispirare dai tanti titoli presenti, incluso il mio.
Grazie a chi dedicherà tempo alla lettura di “Mai avrei immaginato”. Ogni pagina porta con sé una parte del mio viaggio che spero di poter toccare anche voi.
Purtroppo, non potrò esserci sempre. Sarò presente sabato 7 dicembre dalle 14 per poter dialogare con voi sul contenuto del mio libro.
Wanda Danzi Bellocchio
📍Dove: La Nuvola di Fuksas, Roma
📅 Quando: Dal 4 all’8 dicembre 2024
La casa editrice Gruppo Albatros il Filo sarà presente allo stand B70
La Tarantella
L’anno scolastico sta per finire e come sempre, noi della quinta elementare dovremo preparare la recita di fine anno. Oggi Suor Matilde, alla fine delle lezioni ci ha detto che avremmo dovuto provare la tarantella napoletana. Mi piace l’idea di ballare sul piccolo palco della scuola. Finalmente qualcosa di diverso. La nostra è una piccola scuola privata: Suore Catechiste del Sacro Cuore. Le suore hanno i vestiti neri. Il velo che copre la testa ha, intorno al viso, una piccola ghirlanda bianca inamidata che lo incornicia. Sul petto spicca un enorme cuore rosso trafitto. A volte quando lo guardo mi fa paura. Non credo che alle suore faccia lo stesso effetto. Loro sono contente di essere vestite così. Però, se ci penso, è strano che hanno pensato alla tarantella per chiudere l’anno.
Il prossimo anno andremo alle medie e non vedremo più le nostre maestre. Non vivremo più il calore di quelle stanze che ci hanno visto crescere, imparare a leggere e scrivere. Ma ora voglio solo pensare alla tarantella. Come mi vestirò? Chi penserà a realizzare il vestito da pacchiana (popolana) che dovrò indossare?
Zia Maria è al portone insieme a tutte le mamme. È in attesa che Gianni ed io usciamo insieme agli altri bambini. Sono tutta eccitata e non vedo l’ora di raccontarle della recita di fine anno. Zia Maria sa cucire molto bene, sicuramente ci penserà lei a non farmi fare una brutta figura.
“Wanda vieni a provare la gonna.”
“Stai attenta che ci sono gli spilli.”
“Non muoverti.”
“Adesso perdo la pazienza e smetto di cucire”.
Ma è solo una flebile minaccia. Con il passare dei giorni il vestito della pacchiana prende sempre più forma.
La camicia è bianca con balze ricamate. La gonna è di seta rosa con strisce nere. Il corpetto nero stretto con nastri è sopra la camicia e lateralmente alla vita c’è un fiore di stoffa rosa. In testa un fazzoletto inamidato identico a quello delle popolane.
Come tutte le bambine della mia età, mentre provo la gonna, mi vedo bella e aspetto con impazienza il giorno che dovrò ballare. Chissà cosa diranno i miei compagni. Sarò brava? Non sbaglierò i passi? Seguirò la musica? Poi mi toccherà suonare il tamburello. E come si fa?
Oggi sono finalmente sul piccolo palco. Davanti a noi ci sono le suore. La direttrice, Suor Dorotea, siede nei primi posti. Suor Matilde è con noi dietro il palco e ci sussurra cosa dobbiamo fare. Ci sono i genitori, i bambini di tutte le classi e c’è zia Maria che mi guarda. Il mio vestito è veramente bello.
Tutto è andato bene. Il ballo, la canzone, il tamburello fatto suonare al momento giusto. Il mio vestito è il più bello di tutti… sono veramente contenta.
Ancora una volta ringrazio la mia seconda mamma: zia Maria. Con il tuo sapiente lavoro, mi hai reso una bambina felice.
Forse non tutti sanno che Leopardi aveva un legame molto forte con la città di Napoli
Forse non tutti sanno che Leopardi aveva un legame molto forte con la città di Napoli. Nella Biblioteca Nazionale sono conservati manoscritti inediti e tra questi: le “Operette morali”, i “Canti” e anche un menù per il Capodanno.
Nel 2018 si sono festeggiati i 200 anni della composizione lirica: “L’Infinito” che il Leopardi compose sul Monte Tabor di Recanati, meglio chiamato “il colle dell’Infinito.
Il Dott. Paolo Martino dell’Istituto Linguistico Campano (ILC) ha voluto omaggiare nella ricorrenza del compleanno, traducendo in napoletano, la poesia del grande poeta Giacomo Leopardi.
Un bellissimo regalo per chi ama leggere, e ascoltare, questa poesia immensa… come l’infinito…
L’aggio tenuto sempe dint’ ’o core
stu pizzo ’e muntagnella sulitaria
e st’arravuoglio ’e frasche ch’è nu muro
ca m’annasconne addó fernesce ’o mare.
Ma si m’assetto e guardo i’ me figuro
’na luntananza ca nun tene fine,
’nu silenzio ca mai nisciuno ha ’ntiso,
’na pace ’e Dio ca manco mparaviso.
Troppo pe’ n’ommo, quase fa paura.
E quanno ventulea mmiez’ a ’sti fronne
chillu silenzio ca me dà ’o scapizzo
cu ’sta voce d’ ’o viento se cunfronna
e me veneno a mente ’e ccose eterne
’nzieme cu chelle ca se so’ perdute
e penzo ’e tiempe ’e mo e ne sento ll’eco.
Cu ’o penziero me sperdo int’ ’o sprufunno
e doce doce me ne vaco ’nfunno..
Traduzione Paolo Martino
Voce Wanda Danzi Bellocchio







